Cellino visto da lontano.

 di TuttoBrescia.it Redazione Twitter:   articolo letto 165 volte
Massimo Cellino
Massimo Cellino

Tutti coloro che sardi non sono, hanno del Signor Massimo Cellino, futuro presidente del Brescia, un'immagine sbiadita dal tempo che fatalmente si è interposto tra la cessione del Cagliari a Giulini e la "fuga" da Leeds del nostro nuovo massimo rappresentante societario. La domanda che gli sportivi bresciani si pongono è: "Cosa ci dobbiamo aspettare da Cellino?" In attesa di saperlo dalla sua viva voce proviamo a tracciarne un identikit visto da lontano. Premesso che le persone non cambiano ma semmai si modificano, rifacendoci al Cellino di Cagliari, nei ricordi sbiaditi di cui sopra c'è un presidente autocratico, poco disponibile al compromesso, che non teme l'impopolarità tanto poi "se vinci sono tutti felici". Se questo è il tratto caratteristico non proprio empatico del futuro presidente, bisogna  riconoscergli una competenza ed un'abilità nelle cose di calcio davvero superiore alla media. Cellino capisce di calcio e questo lo accomuna a Corioni, è un abile negoziatore, ha rapporti importanti nel mondo del calcio e della finanza, quindi ha le caratteristiche giuste per il ruolo che si è scelto. I limiti caso mai sono caratteriali: per quel che ci ha dato a vedere in tanti anni di presidenza cagliaritana, Cellino è molto convinto delle proprie ragioni al limite della testardaggine; e' imprevedibile in alcune sue decisioni che a volte paiono cervellotiche e che non si premura di spiegare, perché nella sua testa è tutto chiarissimo. Insomma dobbiamo aspettarci una gestione personalistica molto accentuata, mitigata da qualche collaboratore che farà da filtro tra il pensiero del capo e il resto del mondo, ma chi decide è e sarà Cellino, questo è fuori di dubbio, non ha acquistato il Brescia per delegare ma per fare ciò che ha in testa. Nell'intervista di Bresciaoggi questo e' parso abbastanza chiaro. Il dubbio è sulla sua capacità di creare una relazione con il pubblico bresciano; la sua scarsa considerazione dimostrata per l'opinione pubblica,il suo imprinting padronale nella gestione della società che è si un'impresa privata ma che non può prescindere dal consenso e dal gradimento degli sportivi bresciani, sono i limiti che Cellino dovrà superare per creare della sua intrapresa bresciana, un caso  di successo e non una Waterloo com'è accaduto a Leeds. In bocca al lupo presidente Cellino, benvenuto nella città delle dieci  giornate, della leonessa d'Italia cui, attenzione, se lisci il pelo al contrario come minimo ti rifila una zampata poco amorevole.