Sassuolo, dalla C2 all'Europa: il calcio piange Squinzi, uomo lungimirante

03.10.2019 10:40 di Redazione TuttoBrescia.it   Vedi letture
Fonte: tuttomercatoweb.com
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Sassuolo, dalla C2 all'Europa: il calcio piange Squinzi, uomo lungimirante

Brescia-Sassuolo non è una sfida come le altre per Roberto De Zerbi e non sarà una sfida come le altre per il Sassuolo. Avremmo dovuto parlare di tattica, di 'stupidate', del perché Caputo è rimasto in panchina contro l'Atalanta, dei problemi neroverdi e della situazione del tecnico, non più saldo come un tempo ma tutto diventa futile di fronte alla tragica scomparsa del patron del Sassuolo Giorgio Squinzi. Il patron lungimirante ha lasciato i suoi cari all'età di 76 anni. Il numero uno di Mapei e del Sassuolo da tempo combatteva contro un tumore. Da una quindicina di giorni era ricoverato all'ospedale San Raffaele di Milano per l'aggravarsi della situazione, che gli ha impedito di prendere parte all'appuntamento col Cersaie (al quale era presente la moglie Adriana Spazzoli) e alla partita di sabato sera, Sassuolo-Atalanta. La notizia del decesso ha colto di sorpresa i dirigenti neroverdi, tant'è che ieri l'a.d. Giovanni Carnevali e il presidente Carlo Rossi erano ancora a Sassuolo.

Squinzi ha vinto ovunque. Nella vita, nell'imprenditoria, nel ciclismo, poi rendendo grande una piccola realtà come Sassuolo. Nel 2002 l'avvento dell'uomo Mapei che ha piazzato Sassuolo sulla mappa del calcio che conta. Una cittadina di 40mila anime dai bassifondi alla musica dell'Europa. Non la Champions, un altro dei suoi grandi sogni, ma l'Europa League. Dalla C2 all'Europa con la vittoria in casa contro l'Athletic Bilbao per 3-0 forse come l'apice della storia neroverde e una qualificazione al secondo turno gettata al vento. "L'operazione iniziale era un atto di riconoscenza verso il distretto delle ceramiche di Sassuolo, senza il quale la Mapei oggi non sarebbe un'eccellenza internazionale", amava ripetere a chi gli chiedeva perché il Sassuolo e non il Milan, la squadra del suo cuore.

Il Sassuolo è stato il frutto di una grande e intelligente operazione. La lungimiranza e la progettualità hanno dato grandi risultati. Il Sassuolo è partito dalla C2 e Squinzi era solito ripetere nel lontano 2002: "Andremo a San Siro e batteremo l'Inter". In tanti ridevano. La storia ha raccontato che quel visionario aveva visto giusto. Era già andato oltre. Come suo solito. Nella sua stanza i quadretti con i successi del suo Sassuolo a San Siro contro l'Inter. La grande lungimiranza, dicevamo, lo ha portato ad acquistare lo Stadio Città del Tricolore, il vecchio Giglio di Reggio Emilia, e a farlo diventare il Mapei Stadium, uno stadio di proprietà e all'avanguardia. La nascita di Mapei Sport, centro ricerche di eccellenza che opera in ambito sportivo svolgendo attività di ricerca scientifica e fornendo altresì assistenza multisettoriale agli atleti al fine di migliorare la loro prestazione. Poi la costruzione del Mapei Football Center, il centro sportivo neroverde, l'ultimo regalo, stavolta non solo alla squadra ma alla città di Sassuolo che oggi piange un grande imprenditore, un grande patron e presidente, un grande uomo.